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Bossi a Dairago e Magenta
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Sabato 12giugno a Dairago presso il Centro Sportivo Tennis, di
via Carducci alle ore 21.00.
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Sabato 26 giugno a Magenta presso la tensostruttura comunale ,
via G.Matteotti area mercato/cimitero ore 21.00.
Al Sud il 48% delle invalidità
Mercoledí 19 Maggio 2010
Un punto di Pil, vale a dire 16
miliardi, per una spesa che è cresciuta del 36,4% in soli cinque
anni, da quando le competenze sulle prestazioni di invalidità
sono passate alle regioni.
È su questi numeri che si sono
accesi i fari dei tecnici che stanno lavorando alla manovra
correttiva, convinti che margini di risparmio in questa materia
devono esserci per forza. In effetti la prima ricognizione
straordinaria effettuata l'anno scorso dall'Inps ha dimostrato
che i recuperi ci sono stati. Su 200mila controlli sanitari e
reddituali su titolari di prestazioni di invalidità civile,
cecità e sordità, sono scattate circa 30mila revoche (il 17% del
totale).
La prima conferma arrivata da questa operazione,
che sarà replicata anche nel 2010 con 100mila nuove verifiche, è
che il fenomeno della falsa invalidità riproduce in piccolo il
dualismo socio-economico italiano. La concentrazione più elevata
è al Sud, dove le invalidità raggiungono il 47,8% del totale
(contro il 21,5% del Centro e il 30,7% dei Nord). Stando agli
ultimi dati rilasciati dall'Inps e aggiornati alla fine di
marzo, le revoche hanno toccato punte del 29% in Basilicata,
dove un invalido su tre di quelli controllati non aveva i
requisiti per continuare a incassare il suo assegno (257 euro al
mese), mentre in Campania le cancellazioni sono state pari al
25%.
In Meridione questo tipo di prestazione ha funzionato
in moltissimi casi come ammortizzatore sociale improprio e, come
ha recentemente ricordato il ministro Maurizio Sacconi, la
"regionalizzazione" dell'invalidità ha accentuato questo
aspetto. Con la conseguenza che molte delle risorse assegnate a
falsi invalidi sono state sottratte a chi, invece, ha i
requisiti sia per quest'assegno sia per quello di
accompagnamento.
Non è ancora noto se la manovra correttiva
aggiungerà nuovi obiettivi alla ricognizione di quest'anno
mentre è certo che da gennaio è in vigore la "riforma"
dell'invalidità civile. Dalla decina di passaggi burocratici
previsti fino all'anno scorso s'è passati a sole tre tappe per
il riconoscimento dell'assegno. Con l'obiettivo di pagare la
nuova invalidità in 120 giorni al massimo, contro record di due
anni di attesa che si sono verificati ancora nel 2009 in alcune
regioni. «Si otterrà il sussidio – ha spiegato tempo fa il
presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua – senza dover restare
vittime delle clientele, della burocrazia e delle organizzazioni
criminali». Una strada anche questa per combattere le frodi.