25 aprile 2006

Festa della riconciliazione

 

Io, non parteciperò al corteo commemorativo della festa di liberazione perché è unilaterale. Mi ritengo un antifascista e nello stesso tempo un anticomunista perché in entrambi gli schieramenti in Italia e in entrambi i regimi, nel mondo, si commisero e si commettono numerosi delitti.

Onore  a chi  ha combattuto per le proprie idee, ai vincitori e ai vinti anche se sono sempre questi ultimi a  narrare la storia.

La Festa di Liberazione dovrebbe cambiare nome e chiamarsi Festa di Riconciliazione e a questo corteo dovrebbero partecipare tutti, la destra e la sinistra, ma come avviene sempre, questo è un giorno in cui le manifestazioni vengono strumentalizzate dai vincitori. Questo 25 Aprile, dal sito della CGIL alle esternazione dell’ On. Prodi, la parola d’ordine è “Difendiamo la Costituzione dei Padri della Patria” e cominciano ad organizzarsi per il Referendum contro la Devolution (legge perfettibile), altra storica strumentalizzazione. Questi sono i signori del falso federalismo. Come si può ,dico io,creare uno stato federale senza cambiare la Costituzione di uno stato centrista. I Padri della Patria non penso avessero la presunzione di aver creato qualcosa di perfetto e non adattabile alle esigenze del popolo italiano dopo 50 anni. I presuntuosi invece sono i politici  dell’attuale sinistra che risulta essere conservatrice e non aperta ai  cambiamenti a cui la storia evolvendosi sempre ci chiama. Ognuno in questo giorno ricordi e commemori i propri eroi e perdoni.

Da parte mia, ringrazio quegli italiani che videro giusto, e i soldati degli Stati Uniti, dell’Inghilterra e degli Alleati tutti, che con il loro sacrificio, mi permettono di godere dell’attuale libertà. Voglio ricordare che il 25 aprile è il giorno in cui   si commemora  San Marco e un pensiero va a Bepìn Segato, morto quest’anno, dopo aver fatto quasi quattro anni di galera (per qualcuno la certezza della pena esiste) per essere stato l’ideatore del farsesco attacco al campanile di San Marco e per  aver sognato la  Serenissima Venezia Libera e Indipendente. Speriamo diventi almeno Regione autonoma in  uno Stato Federale.

 

                                                                                Valter Mori